Quando la lubrificazione rappresenta un problema
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Quando la lubrificazione rappresenta un problema

Quando la lubrificazione rappresenta un problema

Salve, ho 28 anni ed ho un piccolo problema di lubrificazione…sono fidanzata da tre anni, e da un po di tempo nn riesco a lubrificarmi! Ho fatto una visita ginecologica e nn ho nulla…i preliminari anche se un po pochi (causa scarso tempo) ci sono, e riesco ad arrivare all’orgasmo…anche se la penetrazione è un po dolorosa proprio a causa della NON lubrificazione…nn vorrei usare metodi artificiali ma capire la causa…ammetto di essere molto stressata e non riesco a rilassarmi, questo potrebbe incidere sul mio problema? Grazie mille per la cortese attenzione! Attendo risposta

RISPOSTA

Cara lettrice ,

lo stress è sempre nemico del piacere , impedisce ogni forma di rilassamento in quanto determina uno stato di irrigidimento , di tensione fisica mentale e quindi anche fisica. Il corpo quindi non è ricettivo , non si abbandona .

Comprendere la causa è importante, potrebbe intraprendere una autoanalisi e scrivere i nodi critici che ostacolano la sua disponibilità a vivere positivamente l’incontro erotico con il fidanzato .

Forse vive una ambivalenza rispetto al piacere , lo desidera ma contemporaneamente ne ha paura .

Forse subentra un atteggiamento di eccesso di controllo di sé perché teme di faticare a gestire un piacere che vivrebbe come una minaccia inconscia di perdita di controllo .

Forse deve semplicemente educarsi gradualmente a lasciarsi andare , ad essere ricettiva allo stimolo sensoriale , un percorso che richiede tempo e grande disponibilità .

Come vede sono tanti i punti che meritano un approfondimento , può riflettterci da sola oppure accettare di rivolgersi ad un sessuologo e attraverso alcuni incontri capire meglio cosa accade dentro di se.

Ma soprattutto decida di iniziare di  porre attenzione alla risoluzione , della difficoltà .

L’ausilio delle creme lubrificanti è certamente un ausilio importante , ma qualora sussiste un problema di contrazione involontaria ( per tutti i motivi sopraesposti) , è inefficace .

Un caro saluto

Laura

II

Salve!

Volevo chiederle un consiglio su come comportarmi: il mio ragazzo ed io stiamo insieme da circa 2 anni e mezzo ed è da sempre circa che quando siamo in procinto di fare l’amore lui riesce ad avere una bella erezione ma poi per a me oscuri motivi la perde; se riesce a mantenerla fino alla penetrazione, poi la perde mentre mi sta dentro e riesco a fatica a fargliela riavere successivamente! Io gli ho fatto presente il problema, in più di una occasione; lui mi continua a dire che è perchè inizia a pensare ad altre cose, diciamo che si sconcentra ed inizia avagare con la mente; il tutto lo porta a perdere l’erezione. Cosa posso fare? Io non ne posso più; sento le mie amiche tutte fiere dei loro uomini, le soddisfano al 100%, mentre io sono sempre più avvilita.

Se può mi aiuti lei.

La ringrazio in anticipo.

Pippi

RISPOSTA

Gentile lettrice ,

in primis le suggerisco di evitare l’ascolto delle prodezze erotiche dei partner delle sue amiche , spesso sono declamazioni poco veritiere , che rispondono ad un bisogno di narrarsi positivamente .

Ciò ovviamente è anche un atteggiamento “positivo”, rappresenta comunque un impegno di percepirsi ed essere percepito positivamente .

Non è da censurare anzi…..ma ciò che vorrei comunicarle è di imparare a relativizzare sempre ciò che viene riferito, soprattutto in questo campo erotico .

Ancor più quando questo sortisce un esito di svilimento e tristezza personale !

Parliamo del problema : condivido che due anni sono un tempo fisiologicamente importante per decidere di avere un approccio diverso .

Due anni sono un tempo dove si può creare una condizione di cronicità, con tutti i risvolti negativi che determina .

Il problema sembra essere un deficit di mantenimento erettivo .

Cosa fare ?

consultare e effettuare una visita andrologica è fondamentale .

Permetterà di escludere ogni fattore organico ( venoso , arterioso o altro ) e da lì partire .

È ipotizzabile che si sia creata una sorta di “ansia da prestazione”, che significa che si attiva uno stato di ansia più o meno conscio di  paura di perdere l’erezione e ciò porta il suo ragazzo ad adottare strategie inefficaci di distrazione per tentare di gestire la difficoltà .

Purtroppo questo atteggiamento esista sempre negativamente .

Con l’aggravante che i ripetuti fallimenti stanno compromettendo la vostra relazione di coppia ( questa sembra essere la percezione che entrambi avete ) , potenziando ancora di più lo stato di ansia .

Le suggerisco di parlare in modo chiaro , aperto e maturo al suo partner , di identificare insieme lo specialista e da lì partire .

Con grande forza e positività in quanto il problema se approcciato e gestito nel modo giusto ha una soluzione .

Un caro saluto

Laura

III

Salve sono una ragazza fidanzata da 1 anno e mezzo, ho sempre avuto un po’ di paura del sesso anale! Al mio ragazzo piace molto ma pochissime volte ho acconsentito a questa pratica per soddisfarlo. Ho provato questa nuovissima esperienza (per me) solo nell’ultimo mesetto e le ultime due volte sono riuscita anche a raggiungere l’orgasmo! Il problema è che durante l’ultimo rapporto anale al termine sono fuoriuscite un po’ di feci e il mio fidanzato si è bloccato, non è riuscito a raggiungere l’orgasmo (ci ho provato in tutti i modi ma invano). Non so se è una cosa normale questa fuoriuscita e come eventualmente potrei evitarla? Io preferirei evitare questo tipo di rapporto ma al mio ragazzo eccita molto quindi vorrei soddisfarlo al meglio, ma dopo l’accaduto sono molto imbarazzata. La ringrazio anticipatamente, distinti saluti!

RISPOSTA

Gentile lettrice ,

è normale che possa esserci la fuoriuscita di un po di feci .

L’ano è preposto per espellere le feci e pertanto la penetrazione anale può stimolarne la fuoriuscita , soprattutto se è già presente in loco .

È normale anche che possa esserci un blocco psicologico da parte del partner allorquando non ha messo in conto e quindi non ha pensato che ciò possa accadere .

Ma sono stati emotivi che si superano , importante è dare il giusto tempo perché possano risolversi in modo naturale.

Accadrà, infatti,  che il desiderio ed il piacere connesso alla pratica (che come scrivi è particolarmente eccitante per il tuo ragazzo ) determinerà  una ripresa spontanea del rapporto anale  .

Nel contempo quale precauzione adottare ?

In primis è bene usare il profilattico , in quanto il rischio di trasmissioni di batteri e quindi di infezioni è molto alta .

È opportuno usare una crema lubrificante per evitare traumi , l’orifizio anale è molto stretto e quindi posso crearsi delle piccole lacerazioni con conseguente dolore .

Da ultimo , per il problema che si è creato della fuoriuscita delle feci , puoi imparare a capire i ritmi biologici del tuo corpo alfine di comprendere quando è indicato avere rapporti anali e quando sono da evitare .

Porre attenzione a sé, al proprio corpo aiuta a gestirlo meglio  e ciò è un processo che avviene nel tempo .

Adottare anche una profonda igiene anche anale aiuta il partner a rilassarsi e lasciarsi andare per le prossime volte .

1)

Salve, ho conosciuto mio marito quando avevo circa 15 anni ed è stato il primo ragazzo con cui ho fatto sesso.

Stiamo insieme da 18 anni circa (Ho 33 anni).

In tutti questi anni, ho avuto l orgasmo solamente 2-3 volte facendo sesso.

Ho provato ad aver orgasmi da sola aiutandomi anche con video hot e accavallando le gambe e facendo alcuni movimenti, riesco ad arrivare all orgasmo.

Ho letto tempo fa, che esistono delle medicine che potrebbero aiutarmi.

Potrebbe aiutarmi per favore?

Grazie

RISPOSTA

Gentile lettrice ,

l’unica medicina per raggiungere il piacere è  educarsi psicologicamente ed emotivamente a provarlo .

L’orgasmo è una condizione che richiede disponibilità ad essere recettive al piacere ma non solo , è necessaria una condizione mentale a lasciarsi andare , ad abbandonarsi al momento che si vive  con il partner .

Ovviamente tensioni o conflitti di coppia , ma anche inesperienza a comunicare all’altro ciò che si desidera da un punto di vista erotico lo rende impossibile .

Scrivi che praticando l’autoerotismo sei in grado di arrivare all’orgasmo senza alcuna difficoltà , ciò significa che sei ricettiva e questo è un punto di partenza importante .

Significa che quando sei tu che metti in atto movimenti o strategie agite da una conoscenza dei tuoi ritmi e di ciò che è funzionale per te , rispondi in modo soddisfacente .

È probabile che , pur condividendo l’intimità erotica con tuo marito da 18 anni , non hai ancora maturato una consapevolezza della importanza di chiedere e guidare l’altro per raggiungere il piacere.

E certamente anni di assenza di orgasmo hanno determinato una sorta di inadeguatezza psicologica da avere perlopiù una aspettativa negativa .

Sono tante le donne  che in obiettività possono dire a se stesse di avere , ad un certo punto della vita, rinunciato a capire e/o a trovare una soluzione .

Per motivi diversi: perché hanno timore di mettersi in discussione , di essere giudicate dal partner in quanto hanno “finto” per tanti anni , per evitare discussioni o anche per timore di offendere il partner .

Ma uscire da questa condizione significa avere o trovare il coraggio di parlare con il compagno e trovare insieme una soluzione .

Potrebbe comunicare una difficoltà recente e non così datata , così evita l’imbarazzo di trovare spiegazioni per il silenzio durato anni e anni .

Potrebbe chiedere di dedicare un tempo per i preliminari escludendo per alcune settimane l’atto  penetrativo .

Comunicando che leggendo su internet specialisti lo suggeriscono per allentare tensioni del corpo e recuperare la dimensione della sensorialità .

Ciò rappresenta una condizione privilegiata per imparare a chiedere all’altro cosa si desidera .

Gentile lettrice,

la decisione di scrivere e chiedere consiglio è una grande opportunità che ha dato a sé per cambiare direzione e diventare protagonista attiva di sé , del suo corpo e delle sue emozioni .

Un caro saluto

Laura rivolta

2)

Buongiorno, Ho un fidanzato da 3 anni e conviviamo da quasi un anno. Non so effettivamente il problema esiste, ma non riesco a capire perché lui non mi desideri. Quando facciamo l’amore fa di tutto per farmi provare piacere, ma a volte non mi guarda e non mi bacia (ho supposto sia perché ha paura di raggiungere l’orgasmo troppo velocemente, dato che a volte si deve fermare). Mi ha fatto capire che non gli piace che io lo cerchi troppo esplicitamente, mi ha addirittura rifiutata più di una volta; non parla con me di sesso, non usa termini di alcun tipo, non dice nemmeno “ho voglia di fare l’amore”; non mi dice cosa gli piace o cosa preferisce.

Non capisco quale sia il suo problema…o se il problema esista veramente. Non so se è perché non mi desidera o se è semplicemente cresciuto così… gli ho chiesto di arrivare ad un compromesso, ma sembra che la cosa non cambi.. Ieri sera ho cercato di fargli capire che volevo fare l’amore e lui ha fatto finta di niente. Si è scusato dicendomi che non aveva capito!Ma quando gli ho chiesto perché non abbia indagato o perché non gli sia venuto un dubbio non ha saputo rispondermi. Io sono molto più esplicita e aperta di lui e ho paura che questa cosa lo spaventi, ma non è giusto che io mi modifichi e lui resti nel suo guscio.

Cosa posso fare?

La ringrazio e mi scuso se non sono riuscita a spiegarmi molto bene. Non avrei mai pensato di dover chiedere consigli arrivata a trentanni, ma ho paura di arrabbiarmi troppo con lui e compromettere la questione.

Grazie ancora!

Chiara

RISPOSTA

Gentile lettrice ,

può essere che il suo ragazzo abbia un problema di precocità eiaculatoria e ansia da prestazione , problemi che portano chi ne soffre, ad azzerare i preliminari ma  anche  ad evitare che ci sia una  richiesta una prestazione sessuale .

Adottare queste strategie fa sì che la persona che presenta queste disfunzioni pensi di poter avere una sorta di controllo su ciò che vive come un vero e proprio disagio .

È probabile che queste siano  ipotesi verosimili , peraltro scrive che il suo partner ha comunque molta attenzione che Lei possa provare piacere , palesando una generosità ed un autentico interesse  verso di Lei ; ma in ogni caso è necessario chiarire cosa sta accadendo , comunicando apertamente il disagio che sta sperimentando ,  diversamente anche i sentimenti amorosi ed affettivi possono compromettersi .

È probabile anche che abbia una educazione sessuale caratterizzata da tabù e pregiudizi molto radicati che impediscono una comunicazione aperta e spontanea su queste tematiche .

Pertanto una sommatoria di fattori possono essere causa degli atteggiamenti che descrive da parte del suo partner .

Ma essere in coppia significa costruire una relazione paritaria caratterizzata da reciprocità di espressione e di condivisione .

Le suggerisco di parlare apertamente con Lui , di comunicare una grande disponibilità ad approcciare ogni soluzione, che sia un consulto da uno specialista , o un confronto dialettico pur carico di imbarazzo e fatica, ma necessario per trovare una soluzione .

Un saluto

Laura rivolta

3)

Salve, sono un uomo di 38 anni sposato da dieci, ho 2 bambini (9 anni – 7 mesi). Avrei un consiglio da chiederle, spero possa darmi una risposta esaudiente. La vita sessuale con mia moglie non è che sia mai stata  il massimo, sempre stesse posizioni, frequenza  quando va bene una volta a settimana, sempre programmati i rapporti ( già da prima dei figli) , mai una cosa improvvisata, sa solo dire no a qualsiasi mia richiesta, precisamente come penso molti uomini avrei delle fantasie sessuali che vorrei provare almeno una volta nella vita, cioè mi piacerebbe ricevere un rapporto orale e anche provare uno anale. Io penso che a desiderare  queste cose con la persona che si ama non ci sia niente di male, anzi potrebbe rafforzare il rapporto; premetto anche che non l’ho mai tradita e che sono certo  neanche lei lo abbia mai fatto.Per il rapporto orale lei era anche disposta a provare, infatti una volta abbiamo provato con il dito ma avendo lei le emorroidi abbiamo giustamente desistito

. Per quanto riguarda il rapporto orale, la  cosa curiosa è che lei dice che me lo farebbe anche, e solo che le fa schifo: come fa a dire ciò se non lo ha mai provato? Le ho anche detto che avremmo potuto provare con un preservativo, o con nutella o altro, ma lei niente, penso che abbia un blocco psicologico, neanche a darmi qualche semplice bacetto sopra, niente, sembra abbia la lebbra o altro.  Altra cosa però è che quando guardiamo magari un film hard (usato come preliminari), non è che sembra disgustarle più di tanto, lo guarda; altra cosa poi è che se io lo pratico a lei le piace e come, non dice che ciò le fa schifo. Io però adesso ho smesso di praticarlo anche a lei, lei non me lo chiede, ma sta di fatto che senza questa pratica usata come preliminare, lei non riesce a raggiungere l’orgasmo in quanto a me arriva prima di lei. Cosa consiglia di fare? Ricambiando con la stessa moneta?“Tu non lo fai a me e io non lo faccio a te”? Oppure continuare a praticarglielo

? Io ultimamente ci sto provando spesso a chiederlo, ma lei niente, e come se le chiedessi qualcosa di superfluo secondo il suo modo di vedere le cose, dice che nella vita ci sono cose più importanti di queste; ciò è vero, ma sono convinto anche che la vita sessuale di una coppia abbia almeno  un buon 50% di importanza nel rapporto stesso, per lei invece è  l’ultima cosa, basti guardare come  si comporta: prima di tutto per lei viene la casa (faccende domestiche, ecc..), mai una volta che dice oggi di questo non mi interessa, rimando a domani,  facciamo l’amore ora, no, sempre il pomeriggio perché la sera sono troppo stanca!.

Concludo nella speranza possa darmi un consiglio o aiuto; sono arrivato alla conclusione che se neanche ci prova a soddisfare questi miei desideri, allora non mi ama abbastanza, e se non mi ama abbastanza allora si rischierà di perdere il nostro rapporto, e spero che ciò non accada, per il bene anche dei bambini. A questo punto non sono  più neanche  sicuro di saper dire no  a qualche occasione che dovesse capitarmi con altra ragazza.

RISPOSTA

Gentile lettore ,

comprendo tutto il suo dispiacere e disappunto di vivere una sessualità con la persona che ama così limitata e frustrante .

Purtroppo sono molte le persone che si misurano con questo vissuto di grande privazione e prostrazione .

Che comunque accettano e sopravvivono per un quieto vivere , per responsabilità prese in quanto marito /moglie o genitore .

Mi chiede cosa posso suggerire :

Non è semplice , ma penso che debba comunque impegnarsi a parlare con sua moglie , comunicando in modo molto chiaro quanto disagio e dispiacere sta vivendo sul versante intimo/erotico .

Ma non solo , in quanto da ciò che scrive si coglie una sofferenza più profonda che si esprime nella delusione verso la donna nonché moglie che rifiuta ogni anche minima apertura verso ciò che Lei vorrebbe.

Frustrato nei suoi legittimi desideri , rimane impotente da cotanta rigidità della consorte .

Che peraltro è sostenuta da una assenza di sperimentazione rispetto alle tante e possibili varianti di pratiche erotiche.

Forse , se riesce a comunicare questo profondo disagio potrebbe aprire un varco di disponibilità a discutere per trovare una soluzione .

Ponendo molta forza su ciò che sta provando ( e anche da molto tempo)  nonché   sul vissuto di totale impotenza a fronte di questo atteggiamento di chiusura di sua moglie .

Siete ancora giovani per poter agire dei cambiamenti fecondi a trovare una reciproca intesa , partendo soprattutto da un senso di responsabilità di volere stare bene insieme .

Può esssere che la sua consorte a fronte di una comunicazione così assoluta possa rimanere ancora indifferente , ma a questo punto sarà legittimato ad agire comportamenti diversi .

Un saluto

Laura rivolta

I

Buongiorno,

sono una donna di 32 anni e sono sposata da 1 anno circa,con mio marito abbiamo deciso di avere un figlio, entrambi non abbiamo mai avuto raporti sessuali e siamo vergini, e qui subentra il problema, perche’ non anche volendo facciamo fatica ad avere un rapporto, forse per il troppo rispetto reciproco che ce tra di noi, lui non e’ agitato non riesce nell’intento anche se lo vorrebbe fortemente e non so come aiutarlo o comunque come fare a fargli superare questo blocco che ha

ha dei consigli in merito

grazie

Risposta

Gentile lettrice ,

il matrimonio bianco, definito tale in quanto orato ma non consumato, è un problema molto più frequente ci ciò che si  possa pensare. Giovani coppie unite affettivamente che condividono sentimenti profondi, progettualità genitoriale e desiderio di intimità ma faticano ad avere rapporti sessuali .

Non è chiaro se il problema , come si traduce nella pratica  la difficoltà , se trattasi di impedimento da parte sua, per cui parliamo di vaginismo o da parte di suo marito per un deficit di mantenimento erettivo.

Oppure è un problema di inesperienza e impaccio reciproco a sperimentarvi  in una sessualità completa .

Accade che per motivi diversi quali condizionamenti educativi/religiosi la coppia possa avere resistenze anche inconsce a lasciarsi andare e superare l’imbarazzo che inibisce l’andare oltre. Da cui il “troppo rispetto” che Lei descrive, rappresenta una sorta di “freno” psicologico, di paura ad avere un rapporto completo , pur desiderandolo .

Ora, peraltro , l’ansia viene potenziata dal desiderio di avere un figlio e quindi la presa di coscienza di affrontare il problema finora messo in sordina.

Cosa fare?

È fondamentale rivolgersi ad un sessuologo (che ha un conseguito una formazione quadriennale post laurea ) e intraprendere un percorso specifico, il problema è risolvile anche in tempi veloci , ma dovete chiedere aiuto .

Il percorso sessuologico di coppia permetterà di capire le dinamiche in atto e attraverso prescrizioni ad hoc favorirà la risoluzione definitiva del problema.

Abbiate fiducia ma importante è velocizzare i tempi per individuare lo specialista .

Laura Rivolta
supportotecnico@web-communication.it
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